{"id":44,"date":"2015-02-14T16:28:07","date_gmt":"2015-02-14T15:28:07","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviadilettuso.com\/home\/?page_id=44"},"modified":"2015-02-14T16:49:24","modified_gmt":"2015-02-14T15:49:24","slug":"arteterapia-e-psicoterapia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/fulviadilettuso.com\/home\/arteterapia-e-psicoterapia\/","title":{"rendered":"ARTETERAPIA E PSICOTERAPIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>ARTETERAPIA: UNO SCENARIO TERAPEUTICO IN MOVIMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se interpretiamo il processo creativo come veicolo di espressione di contenuti personali, intimi, inconsci, chiariamo la connessione fra le Artiterapie e la Psicoterapia ad indirizzo psicodinamico (Case, Dalley 2003).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le parole chiave che racchiudono a mio parere l\u2019essenza dell\u2019intervento terapeutico mediato attraverso una forma di comunicazione \u201cartistica\u201d, sono il Processo Creativo, la Corporeit\u00e0, il Movimento, la Relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I diversi medium artistici utilizzati all\u2019interno dell\u2019intervento arte terapeutico permettono di proporre diverse possibili esperienze: in particolare attraverso l\u2019ascolto o la produzione di una musica, con strumenti, corpo e voce, o attraverso una coreografia o l\u2019improvvisazione di una danza, si potr\u00e0 creare uno spazio \u201cespressivo\u201d che avr\u00e0 un inizio e una fine (quello della durata della musica o della danza), che potr\u00e0 essere investito delle proiezioni di contenuti intimi da parte della persona che sta vivendo quell\u2019esperienza, uno spazio tra realt\u00e0 interna e realt\u00e0 esterna all\u2019interno del quale la persona potr\u00e0 esprimere una personale rielaborazione di contenuti propri in una nuova forma, all\u2019interno di una relazione con il conduttore o terapeuta, andando ad assumere la connotazione di spazio\/oggetto transizionale, per dirla in termini Winnicottiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel caso dell\u2019arte plastico figurativa, oltre al processo di produzione come veicolo di espressione dell\u2019inconscio, l\u2019essenza sta nella produzione di qualcosa: oltre al processo abbiamo anche il prodotto a veicolare un possibile ponte comunicativo fra realt\u00e0 interna ed esterna, o fra inconscio e conscio. Il prodotto rimane come terzo polo della relazione terapeutica in questo caso e ha la potenzialit\u00e0 di continuare a parlare alla persona nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le attivit\u00e0 e le tecniche legate all\u2019espressione teatrale, oltre a consentire un lavoro di contatto ed elaborazione dei propri contenuti interni attraverso la corporeit\u00e0 (voce, movimento, postura), come la danza, richiamano direttamente gli echi del proprio mondo relazionale (relazioni oggettuali, relazioni precoci interiorizzate) e danno la possibilit\u00e0 di drammatizzare ed esprimere cos\u00ec in un ambiente protetto parti di s\u00e9, dando voce alle diverse sfaccettature della propria personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se andiamo a vedere ci\u00f2 che raccoglie insieme le diverse esperienze sperimentabili attraverso le arti terapie dovremo soffermarci sul coinvolgimento corporeo e sul movimento implicati in ognuno di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019evoluzione psichica dell\u2019individuo, infatti, emerge in primo luogo dall\u2019esperienza corporea fin dalla vita intra-uterina: nell\u2019utero il feto \u00e8 immerso in un bagno di suoni ritmici, anche se non ancora differenziati, costituiti dal battito del cuore della mamma, dai rumori musicali della sua respirazione (mormorii e crepitii) e dei suoi intestini, mescolati al ritmo galoppante del suo stesso cuore. Questo universo sonoro non \u00e8 solo di tipo fisico, ma <strong>\u201c<\/strong>protomentale<strong>\u201d<\/strong>: il bambino comincia a sognare a partire dal 3\u00b0 mese di vita fetale e risente biologicamente delle emozioni materne. Allo stesso modo dopo la nascita siamo cullati dalle voci della mamma e dei parenti, dalle carezze, dall\u2019allattamento che non si limita al tempo strettamente necessario all\u2019alimentazione, ma si prolunga a volte per ore al fine di rassicurare, consolare, sedare le prime angosce.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le formulazioni di Bion (1971; 1972; 1973) riguardo al concetto di \u201cprotomentale\u201d si riferiscono proprio ad attivit\u00e0 mentali elementari presenti fin dalla vita intrauterina, e al loro legame con le originarie attivit\u00e0 biologiche integrate. Bion individua una serie di processi che si collocano in un\u2019area di confine fra il somatico e lo psichico, quasi a voler cogliere il momento in cui nascono i primi processi mentali. Secondo Bion alcune funzioni biologiche primarie diventano un modo di funzionare della mente, che rimane presente come modalit\u00e0 processuale anche nell\u2019individuo adulto. Ruggeri (1997) approfondisce tale concezione, arrivando ad affermare che non esiste alcuna contraddizione tra ci\u00f2 che chiamiamo mentale e ci\u00f2 che chiamiamo biologico: i modi di funzionare della mente, originati dall\u2019integrazione con le funzioni biologiche fondamentali, non si liberano mai completamente della loro componente corporea, pur perdendo evidenza tale connessione nel corso dell\u2019evoluzione individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Siamo ad un livello pre \u2013 verbale e pre \u2013 logico del vissuto, ed \u00e8 qui che originano il processo primario e cos\u00ec la fantasia. In questo periodo la madre d\u00e0 forma e trasforma l\u2019esperienza interna ed esterna del neonato, prendendosi cura di lui in modi specifici attraverso il nutrimento, la pulizia, la rassicurazione, ecc. (Carlevaris, 1999).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dal concepimento alla nascita e anche successivamente, il proprio corpo \u00e8 sperimentato attraverso il corpo dell\u2019altro. E\u2019sulla base di queste esperienze amodali, sinestesiche, globali e del loro intreccio con dimensioni individuali che si sviluppa l\u2019individuo e il suo senso di identit\u00e0. Tali esperienze vanno a confluire nel bacino dell\u2019inconscio e sostanziano il gi\u00e0 citato processo primario<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Scriveva Kandinskij: \u201cNon dobbiamo ingannarci e pensare che riceviamo la pittura solo attraverso l\u2019occhio. No, la riceviamo, a nostra insaputa, attraverso tutti e cinque i nostri sensi. E come potrebbe essere altrimenti?\u201d. Tale citazione (tratta da Carlevaris, 1999), mi permette di spiegare cosa intendiamo in Arteterapia per \u201cEsperienza Estetica\u201d: un\u2019esperienza di natura globale e primaria, che coinvolge aspetti arcaici<strong>: <\/strong>\u201cpercepire se stessi attraverso i sensi\u201d (Case, Dalley, 2003). Del resto Ruggeri (1997), definisce \u201cl\u2019esperienza estetica\u201d come una particolare risposta psicofisiologica di tipo protomentale, su cui possono intervenire in senso facilitatorio e inibitorio altre componenti del processo di tipo psicologico e fisiologico, che esitano in un particolare vissuto soggettivo generato da particolari giochi di tensione \u2013 distensione corporea. L\u2019esperienza estetica dunque affonda le sue radici proprio nel vissuto primario che abbiamo descritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Queste esperienze avvengono nel terreno relazionale del rapporto fra il neonato e la figura di accudimento. Secondo Daniel Stern<strong>,<\/strong> e con lui tutti gli studiosi della \u201cInfant Research\u201d, fin dalla nascita il bambino \u00e8 in grado di sperimentare il processo di emergenza di una organizzazione interna attraverso il collegamento di esperienze isolate. Tale percezione amodale e degli affetti vitali, lungo la linea che separa le esperienze tra piacere e dispiacere, \u00e8 legata ai processi globali implicati nella formazione di un s\u00e9 emergente; tutto ci\u00f2 \u00e8 intriso dell\u2019innata disposizione del bambino all\u2019interazione sociale. Secondo Stern dunque non ci sono in questo processo momenti di confusione fra s\u00e9 e l\u2019altro, n\u00e9 si pu\u00f2 parlare di autismo o indifferenziazione con l\u2019altro, n\u00e9 l\u2019evoluzione psichica pu\u00f2 essere descritta in fasi, come postulato dalla psicoanalisi classica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A mio parere le due posizioni non sono in contrasto: le fasi descritte da Thomas Ogden, a completamento di quelle Kleiniane, la teoria della \u201cnascita psicologica\u201d della Mahler e la descrizione di Winnicott del processo per cui dalla simbiosi si arriva alla separazione attraverso la costanza dell\u2019oggetto, evidenziano solo dei punti focali di osservazione del processo di sviluppo, e non negano la direzione di tale sviluppo verso coerenza e organizzazione delle percezioni e dei vissuti sperimentati dal bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nell\u2019ambito delle arti-terapie, per\u00f2, la focalizzazione sull\u2019evoluzione del sistema psichico, in particolare dal versante percettivo, \u00e8 fondamentale ai fini della comprensione di ci\u00f2 che avviene nel contenitore terapeutico: la riattualizzazione di precoci esperienze psico-corporee attraverso il lavoro sul corpo e il contatto con materiali \u00e8 il fulcro auspicabile di questo tipo di intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con il tempo, la progressiva evoluzione del sistema psichico organizza tali esperienze, che si evolvono in comportamenti sempre pi\u00f9 strutturati, mentre si sviluppano i diversi sistemi di comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Proviamo ad immaginare quale mosaico della realt\u00e0 emerga dalle informazioni derivate dall\u2019acerbo sistema percettivo di un neonato, filtrate da un altrettanto acerbo sistema nervoso centrale. A tali esperienza dell\u2019ambiente, come gi\u00e0 accennato, si associano i vissuti di piacere \u2013 dispiacere che evolveranno in configurazioni connotate affettivamente in modo via via sempre pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il movimento \u00e8 una condizione che appartiene all\u2019essere umano, che permette la sua evoluzione, il contatto con l\u2019ambiente, l\u2019interazione con l\u2019altro, la soddisfazione dei propri bisogni e desideri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oggi sappiamo che il cervello umano \u00e8 dotato di modelli interni del corpo e del mondo, e non si tratta di modelli qualsiasi, ma di modelli che riflettono le grandi leggi della natura. Il cervello che regola il nostro movimento non opera con un funzionamento reattivo, ma proattivo, che proietta cio\u00e8 sul mondo le proprie interrogazioni. Le propriet\u00e0 pi\u00f9 complesse e raffinate del corpo, dal movimento al pensiero, sono costituite da processi dinamici e da relazioni che continuamente cambiano tra il cervello, il corpo e l\u2019ambiente (Villa, 2010). Tutta l\u2019opera di Piaget ci illustra le continue connessioni fra sviluppo motorio e sviluppo cognitivo in ambito evolutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per chiarire quanto detto, soffermiamoci sull\u2019interazione pi\u00f9 semplice e diretta tra individuo e ambiente quale pu\u00f2 essere considerata il riflesso, una relazione fra stimolo e risposta che non passa per il sistema nervoso centrale, ma dal sistema periferico scarica direttamente su quello motorio. Da questo primitivo sistema di comunicazione con l\u2019ambiente, il nostro sistema nervoso si evolve in modo sempre pi\u00f9 complesso, attraverso l\u2019intreccio tra le segnalazioni del sistema periferico (sensibilit\u00e0 esterocettiva, sensoriale), le segnalazioni che provengono dall\u2019interno (sensibilit\u00e0 enterocettiva) e la propriocezione, cio\u00e8 la comunicazione al sistema nervoso centrale della posizione di muscoli, tendini e articolazioni, l\u2019elaborazione di questi stimoli a livello centrale e la conseguente modulazione di risposta (dal SNC alla periferia), che avviene anche in funzione delle emozioni, della memoria accumulata attraverso le esperienze, delle rappresentazioni associate agli eventi, che generano aspettative e preparazione all\u2019azione (o alla ricezione), che sono anch\u2019esse delle rappresentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Da questa descrizione del sistema nervoso si evidenzia la corporeit\u00e0 che sostanzia i processi superiori (pensiero, immaginazione, rappresentazioni iconografiche e di azione, osservazione, attenzione, memoria), ma anche le emozioni, tutti elementi che a loro volta modulano l\u2019attivit\u00e0 del sistema periferico (recettori sensoriali) in uno scambio di informazioni continuo, che permette al nostro cervello di ricostruire costantemente il movimento del corpo in modo coerente con lo spazio e l\u2019ambiente che ci circonda, sulla base delle nostre rappresentazioni interne. Tale ricostruzione \u00e8 confortata dalla recente scoperta dei neuroni specchio, neuroni situati nelle aree motorie e premotorie del cervello (ma in realt\u00e0 nell\u2019uomo gruppi neuronali che reagiscono all\u2019osservazione del movimento interessano anche le aree del linguaggio, e le aree legate ai processi mnestici, come la corteccia temporale e l\u2019ippocampo) che si attivano sia quando si compie un\u2019azione finalizzata sia quando si osserva compiere la stessa azione. Nell\u2019uomo tali gruppi neuronali si attivano anche quando l\u2019azione \u00e8 solo mimata. L\u2019esistenza di tale circuito \u00e8 suggerito anche dalla rilevazione del fenomeno della <em>decodificazione imitativa<\/em> (Ruggeri, 1997), in base al quale nel riconoscimento di segnali emozionali espressi da atteggiamenti mimici di un volto, il soggetto che decodifica tali segnali li riproduce, in modo appena accennato e per lo pi\u00f9 inconsapevolmente. E inoltre sia quando immaginiamo di compiere un movimento, sia quando lo osserviamo, aumenta la tensione muscolare delle zone interessate da tale movimento, e se blocchiamo tali fasci muscolari l\u2019immaginazione che li coinvolge diviene pi\u00f9 difficoltosa. Questo processo comunicativo di scambio continuo di informazioni fra il sistema periferico esterno e interno e il Sistema Nervoso Centrale \u00e8 anche alla base dei processi di identit\u00e0 (Ruggeri, 2001).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cosa succede allora se una parte del corpo o alcuni movimenti sono coartati, bloccati, oppure semplicemente non sperimentati per lungo tempo? E ancora, si avranno ripercussioni sul piano rappresentativo, emotivo, immaginale?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A questo punto si comincia a delineare lo scenario su cui l\u2019intervento arte terapeutico si staglia. Torniamo per un momento a quanto detto in merito al vissuto primario in cui \u00e8 nella relazione col corpo materno (dell\u2019altro) che il neonato fa esperienza di se attraverso il suo corpo, attraverso il contatto con l\u2019altro in una relazione trasformativa interna ed esterna: il bambino passa dalla fame alla saziet\u00e0, da sporco a pulito, da teso, agitato, a soddisfatto, sereno. Come abbiamo gi\u00e0 detto, qui affonda le sue radici l\u2019esperienza estetica con tutto il suo potenziale trasformativo che con la crescita verr\u00e0 poi riposto in altri oggetti \u201csoggettivati\u201d concreti o concettuali investiti della capacit\u00e0 di promuovere un profondo cambiamento del s\u00e9 (Carlevaris, 1999): per questo l\u2019esperienza artistica riveste un ruolo fondamentale. Tale esperienza trasformativa continua a risuonare nell\u2019individuo adulto in aree importanti della vita come arte, cultura, lavoro immaginativo o di creazione scientifica, spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La creativit\u00e0 cos\u00ec descritta ritrova il suo posto all\u2019interno dello sviluppo umano, come suo elemento fondante: la creativit\u00e0 permette un contatto fra il proprio mondo interno e il mondo esterno, andando a trasformare il confine tra realt\u00e0 e fantasia, cos\u00ec come alimenta la fiducia nella propria capacit\u00e0 creativa e trasformativa: creare qualcosa che prima non esisteva implica nell\u2019individuo la possibilit\u00e0 del cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Da ci\u00f2 con M. Milner (1969) intuiamo quanto la conoscenza intellettuale del mondo sia solo una parte della nostra esperienza: la conoscenza materica e corporea permette lo scambio fra corpo e mente per arrivare all\u2019espressione di energie che spontaneamente si organizzano in una forma. La funzione primaria che l\u2019arte assolve \u00e8 di accrescere la nostra energia psichica, perch\u00e9 arricchisce di possibilit\u00e0 non contenute in categorie conosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile se, richiamando la teoria dell\u2019Attaccamento di Bowlby, la cornice dell\u2019intervento e quindi la base della relazione \u00e8 vissuta dal paziente come sicura. L\u2019esplorazione \u00e8 dunque possibile solo se si ha fiducia nella possibilit\u00e0 di non perdersi. Mi piace accostare a queste considerazioni l\u2019esempio dell\u2019apprendimento musicale. \u00c8 comune esperienza per chi sta imparando a suonare uno strumento la progressiva possibilit\u00e0 di allentare la rigidit\u00e0 corporea, dopo aver ripetuto la sequenza moltissime volte, potersi lasciar trascinare dalla musica che si sta producendo, senza tuttavia perdere le coordinate della struttura che si sta eseguendo, rimanendo presenti al momento. Una bellissima esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Winnicott distingue tra le alternative all\u2019interazione con il mondo reale la fantasia dal gioco creativo: la fantasia infatti manca di un oggetto, mentre il gioco avviene in uno spazio e un tempo, ed \u00e8 un derivato dei fenomeni transizionali. Solo attraverso il \u201cfare\u201d l\u2019individuo pu\u00f2 contattare il mondo esterno. La creativit\u00e0 rappresenta la scoperta e la possibilit\u00e0 del pieno utilizzo di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Immaginiamo quanto linguaggi alternativi a quello verbale possano essere un importante strumento di trasformazione (intesa in senso terapeutico, come cambiamento) per tutte quelle situazioni in cui la comunicazione verbale \u00e8 per diversi motivi non percorribile: handicap, trauma, mancata conoscenza della lingua e distanze culturali (stranieri, migranti, nomadi), ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In arte-terapia lo spazio pi\u00f9 rilevante non \u00e8 quello della verbalizzazione, che pu\u00f2 essere comunque presente, o importante, ma quello dell\u2019accesso al proprio mondo interiore attraverso il processo creativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Abbiamo dunque delineato i punti di riferimento fondamentali presenti nel lavoro arte terapeutico: facilitare la possibilit\u00e0 che l\u2019individuo sperimenti la sua dimensione creativa per attingere a risorse sopite, ad ulteriori possibilit\u00e0 espressive, all\u2019interno di un contesto accogliente, in un clima di fiducia, che permetta l\u2019allentamento delle difese per attingere al proprio mondo interno attraverso l\u2019esperienza di un contenitore solido che faciliti l\u2019emergere dell\u2019attivit\u00e0 creativa, con la finalit\u00e0 di costruire un ponte comunicativo fra mondo interno e mondo esterno, e in conclusione avendo come scopo quello di tutte le psicoterapie, cio\u00e8 il raggiungimento dell\u2019integrazione delle diverse parti di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Bibliografia <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bion W. R., (1961), <em>Esperienze nei gruppi<\/em>. Roma, Armando, 1971.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bion W. R., (1962), <em>Apprendere dall\u2019esperienza<\/em>, Roma, Armando, 1972.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bion W. R., (1963), <em>Gli elementi della psicoanalisi<\/em>, Roma, Armando, 1973.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bowlby J., <em>Attaccamento e perdita. Volume terzo. La perdita della madre.<\/em> Torino, Boringhieri Editore, 1983.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Carlevaris C.M. \u201c<em>Esperienza estetica, esperienza artistica e processo terapeutico nell\u2019arte\u2013terapia\u201d<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.psychomedia.it\/pm\/arther\/visarth\/carlevaris.htm\">http:\/\/www.psychomedia.it\/pm\/arther\/visarth\/carlevaris.htm<\/a>, 1999.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Case C., Dalley T. <em>Manuale di Arteterapia<\/em>. Torino, Edizioni Cosmopolis, 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Milner M., <em>Le mani del Dio vivente<\/em>, Roma, Armando Editore, 1969.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Robbins A., <em>The Artist as Therapist<\/em>, New York, Human Sciences Press, 1987.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ruggieri V., <em>Mente, corpo, malattia<\/em>, Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 1988.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ruggeri V., <em>L\u2019esperienza estetica. Fondamenti psicofisiologici per un\u2019educazione estetica<\/em>, Roma, Armando, 1997.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ruggieri V. <em>L\u2019identit\u00e0 in psicologia e teatro. Analisi psicofisiologica della struttura dell\u2019Io<\/em>, Roma, Edizioni Scientifiche Magi, 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ruggieri V., Fabrizio M. E., Della Giovampaola S., <em>L\u2019intervento psicofisiologico integrato in Psicologia e Riabilitazione<\/em>, Roma,Edizioni Universitarie Romane, 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Stern D., <em>Il mondo interpersonale del bambino<\/em>, Torino, Bollati Boringhieri, 1987.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il Processo Primario, di cui parla S. Freud, \u00e8 tipico del funzionamento inconscio, appartiene ad una precoce fase evolutiva, \u00e8 governato dal principio di piacere; l\u2019appagamento del desiderio scaturito della tensione istintuale \u00e8 di tipo allucinatorio, il linguaggio che utilizza \u00e8 quello del sogno, e con esso presenta i fenomeni della condensazione e dello spostamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARTETERAPIA: UNO SCENARIO TERAPEUTICO IN MOVIMENTO \u00a0 Se interpretiamo il processo creativo come veicolo di espressione di contenuti personali, intimi, inconsci, chiariamo la connessione fra le Artiterapie e la Psicoterapia ad indirizzo psicodinamico (Case, Dalley 2003). 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